come srarà il tempo in montagna chiedilo alle anguane

Come sarà il tempo in montagna? Chiedilo alle Anguane

Come sarà il tempo in montagna? Chiedilo alle anguane!

Una delle cose poù affascinanti della montagna è il tempo. Il tempo in montagna cambia velocemente e ti sorprende sempre. In pochi minuti arrivano le nuvole, la temeratura scende e quando credi che butta al peggio, cambia il vento e ritorna bello. E un tempo, quando eravamo tutto più attenti con gli occhi invece che leggere il cellulare, ricordavamo anche la leggenda delle Anguane, e la loro capacità di vedere come sarà il tempo…

Le Anguane?

La tradizione scritta delle Anguane appare intorno al 1300 ma fu Karl Felix Wolff nel 1932 a riportare alla luce quello che qui la gente da sempre ricorda come parte della propria storia. Una storia che affonda le radici nel mito del misterioso popolo dei Fanes che viveva anche nella val di Fassa. Secondo la tradizione le anguane erano creature legate all’acqua, con sembianze simili a quelle di una ninfa e sono tipiche della mitologia alpina delle Dolomiti.
Così quando andiamo a camminare dove ci sono laghi alpini, stiamo certi che là c’è una leggenda sulle anguane.

Una delle capacità più notevoli che le leggende ladine attribuiscono alle anguane è quella di saper indicare quale sia il momento giusto per intraprendere i lavori agricoli. Sapevano quale era il tempo migliore per seminare, mietere, raccogliere e per tutte le altre attività di casa e la loro funzione – secondo il mito – era quella di rappresentare una sorta di “spirito della fertilità”.

Secondo il Wolff le anguane, nell’età del Bronzo, costituivano forse una sorta di sacerdotesse del culto del Sole e delle acque. Le leggende parlano di anguane che salutano ogni mattina il sorgere del Sole altre che proteggono i laghi e altre che stavano lungo i torrenti. Cosa hanno a che fare dunque col tempo?
Oggi siamo abituati a seguire le indicazioni del calendario e del meteo direttamente dallo Smartphone, ma un tempo in assenza di calendari e tecnologie, la gente andava “ad occhio“.

Osservavano di più il cielo, gli elementi come l’acqua e l’aria, la vegetazione e capivano dalle loro “lancette” quando era il momento giusto per fare qualcosa in montagna. Le anguane forse rappresentavano per la gente alpina il riferimento – a metà tra il mito e la realtà – del loro calendario agricolo e dei lavori.

Quando andiamo a camminare in alta montagna, soprattutto vicino ai laghi in alta quota, come quello di Antermoia ci piace immaginare che la ancora esiste qualcosa che ci ricorda il rispetto verso la natura del tempo che cambia.

Forse proprio quell’invisibile anguana che, con un’aura di potestà sui cicli della natura e del tempo, ci risveglia l’intuizione e l’umiltà di tenre aperti gli occhi a quella realtà che spesso calendari e smnartphones non sanno mostrare.

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