Le Torri del Vajolet

Andare alle Torri del Vajolet è un’esperienza che non si dimentica per tutta la vita.

Possiamo giungerci da molti fronti, ma salire dal Ciampediè attraverso il Gardeccia offre una vista impareggiabile.

Nel centro del Gruppo del Catinaccio quando si parla di Torri del Vajolet ci si riferisce alle tre più famose a livello alpinistico e turistico: la Delago, la Stabeler e la Winkler. Tuttavia le torri sono sette! La più alta, la Torre Principale, la Torre Nord, la Torre Est e la Torre Piaz.

Come arriviamo alle Torri

Alle Torri si accede da più parti per giungere al Rifugio Re Alberto in un ora di cammino. Il “Re Alberto” è punto di accesso finale dal quale possiamo seguire le tracce segnalate da numerosi ometti, piccole steli di sassi che nella tradizione alpina aiutavano a orientarsi in montagna quando i sentieri erano ancora poco battuti.

Per arrivare al Rifugio Re Alberto (2621 m) possiamo passare dal Rifugio Vajolet e il Rifugio Preuss attraverso la Gola delle Torri. Prima di arrivare al Re Alberto ci sono alcuni tratti attrezzati da superare, un torrente e alcuni tornanti. Si raggiungono anche dal versante nord attraverso la via ferrata del Passo Santner che parte dal Rifugio Fronza, seguendo il sentiero contrassegnato dal numero 542s.

Alpinismo classico sulle Torri

Andare alle Torri è un’esperienza che da il senso della storia. Qui sono passati ormai migliaia di scalatori famosi che sono andati ad onorare alcune delle vie più famose dell’alpinismo classico. Si tratta di vie aperte in un’epoca in cui la montagna ha insegnato all’uomo quella capacità di ricordare di portare con se in montagna un qualcosa di fondamentale per viverla appieno: una sana dose di umiltà e spirito riconoscente per la vita.

Avvicinarci alle torri ancora oggi ci consente di osservare e riconoscere chi ancora vive con questo spirito e quel modo di vivere l’alpinismo che non deturpa la natura (per esempio con quel magnesio antiscivolo o le stagnole delle barrette vitaminiche, per intenderci) bensì la celebra compiendo quel vero pellegrinaggio attraverso lungo alcune delle vie più storiche dell’alpinismo classico.

Le mete storiche:

Torre Stabeler

Delle tre Torri Meridionali del Vajolet e quella più alta (2805 m). Fu conquistata da Hans Stabeler con Hans Helverson il 16 luglio del 1892, dal fianco sud-est. La loro via da loro è la più facile (è un III+); sulla parete sud sono state tracciate altre vie, come la classica Via Fehrmann (IV, un passaggio di IV+), o la più difficile Via Emmerich (VI oppure V+ A0).

Torre Delago

Del Vajolet, la Torre Delago (2790 m) è la più famosa e frequentata, soprattutto per il suo spigolo sud-ovest. La scalò per primo Hermann Delago, il 22 settembre 1895. Si accede attraverso vie con i classici “camini”:  i Camini Sud, i Camini Preuss, o il Camino Piaz. Qui giungono l’angolo arrampicatori da ogni parte del mondo. Ci sono vie stupende, come quella aperta da Tita Piaz nel 1911. La parete nord-ovest è invece il teatro di vere imprese alpinistiche come quella della via Hasse-Schrott (difficoltà: VI+ A1) che sale su una parete di 500 metri che venne aperta dopo più giorni nell’agosto del 1959.

Torre Piaz

La torre, altra 2670 m, fu scalata la prima volta proprio da Tita Piaz in solitaria nel 1899, ma la sua via ora non c’è più per una frana che la cancellò nel 2002. Oggi il versante sud-ovest ha uno splendido spigolo, che consente di percorrere una breve via di IV+ facendo di questa torre una bellissima occasione di pratica per chi ama l’arrampicata su roccia.

Torre Winkler 2800 m

Georg Winkler salì questa torre di 2800 m esatti in solitaria nel 1887. E’ un’impresa famosa perche viene superata per la prima volta la difficoltà del IV grado superiore nel passaggio più emblematico nella fessura “Winkler Riss”. Un’altra via storica consente di salire in cima ed è la la “Diretta Steger” lungo la parete sud, che presenta difficoltà fino al VI grado.

 

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