squadra di sci

Quel che mi piace della mia squadra di sci

Se gli azzurri della squadra di sci nazionale vengono ad allenarsi in Val di Fassa e al Passo di San Pellegrino dove sono spesso di casa, ci sarà un motivo.

Di certo i nostri giovani atleti in valle, almeno per quelli che alleno, certe occasioni sanno veramente generare entusiasmo e consentono di alimentare la passione dello sci.

Far parte di una squadra di sci, oggi

Quale è però la giusta regola da imparare quando fai gare?

Di certo allenare le giovani leve a vivere con passione lo spirito di squadra è un aspetto fondamentale da trasmetttere. Per riuscirci però devi esserci al 100% ! Allori e sconfitte, cadute e vittorie sono esperienze che fanno parte del gioco e solo accettandole tutte ci fa atleti migliori!
Era la mia “impronta” da quando ho iniziato a far gare, e già molto prima di diventare allenatore federale di sci. E se possiamo riconoscerlo e viverlo, abbiamo maggiori possibilità di vincere.

Come dice Filippo: “Se la tua mente può concepirlo e il tuo cuore può crederlo, tu puoi compierlo!”

Oggi ai Monti Pallidi siamo diventati un team veramente forte e strutturato, grazie anche a Fabrizio Deville, Stefano Martinello, Luca Vender, Romina Zogmaister, Gianpalo Ghetta e Daniele Steffe! Sono maestri che conoscono l’importanza di una sana educazione atletica sugli sci e con cui ci si confronta per dare il massimo supporto ai nostri ragazzi!

Le uscite che facciamo – a discapito di chi crede che l’agonismo sia fatto solo di gare – sono esperienze che ci portano spesso a viaggiare per raggiungere luoghi in cui possiamo allenarci. Che si tratti di Hintertux o Solden in Austria, o del circuito di qualificazione nazionale che ci porta in diverse regioni d’Italia. Sono esperienze importanti per le nostre giovani leve, perchè imparano che occorre essere squadra prima di essere individui. Per chi fa uno sport agonistico come lo sci alpino è fondamentale capire che s’impara ad essere migliori non sono solo tra i pali, ma anche nel saper partecipare insieme.

L’agonismo come va vissuto nella squadra di sci

L’agonismo, a differenza di quello che si può pensare, è una scuola di vita, insegna a riconoscere che c’è sempre qualcuno di migliore e che il successo non dipende solo da noi. Dipende dalla migliore situazione che sappiamo favorire: allenamento, buon sentire, rispetto delle regole, preparazione, tenacia, serenità interiore, perseveranza, pensiero positivo, voglia di reagire nella difficoltà e soprattutto, dare sempre il meglio di sè.

Così, quando finiamo gli allenamenti, continuiamo spesso a sciare per dare alla giornata un tocco di libertà. Ci mettiamo ancora una volta alla prova, questa volta fuori dai pali, per una discesa insieme. Solo per il piacere di saper stare insieme negli elementi, di ridere insieme per il freddo che senti e del godersi una discesa con i compagni di squadra. E se la neve che trovi o il meteo non è il massimo, o la sciolina sugli sci non è più quella giusta, pazienza!

Il piacere di certi momenti li puoi vivere solo dopo un allenamento impegnativo. Sono uno stile di vivere lo sci autentico, che abbiamo imparato da chi ci ha allenato e che oggi  continuiamo a tramandare ai nostri giovani. Credo di non sbagliare nel dire che questo modo di sentire lo sci fa parte anche di quegli atleti della nazionale che oggi si allenano sulle piste del Passo San Pellegrino, a cominciare da Christian Deville, Chiara Costazza, Stefano Gross e Federico Liberatore.

E forse essi sono riferimimenti olimpici, non perchè vincono solamente, ma percè in fondo impariamo a riconoscerci.

Ora, prima di chiudere la giornata, facciamo l’ultima con i ragazzi!

Ciao e grazie a tutti!

Riccardo.

Filippo Franceschetti: “Se la tua mente può concepirlo e il tuo cuore può crederlo, tu puoi compierlo!” #1stplace

 

 

 

 

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