Tradizione alpina di famiglia

E’ il “silenzioso rispetto” dell’uomo verso la natura alpina lo trasforma in alpinista. È un “sapere” che da valore ed educa alla capacità di sopravvivenza, virtù che fa di un alpinista una vera guida della montagna.

I Franceschetti si tramandano di padre in figlio lo spirito della montagna.

Tutto ha inizio con Giovanni Maria Bastanzini, guida storica delle Alpi centrali, traversava i ghiacciai dell’Adamello oltre un secolo fa.

Martino, figlio di Giovanni, tramanda i segreti prima ai cognati, i famosi “Cresseri”, che guideranno generazioni di milanesi in montagna, e poi alla figlia che, sposa Bortolo Franceschetti, il quale tramanda l’arte al figlio Cesare.

Chiamato il “Cesco” diviene una delle storiche guide alpine delle Dolomiti, conosciuto come il “roccia” per l’abilità nel compiere ripetutamente le vie più “dure”. Cesare è un’icona dell’alpinismo classico, uomo schivo dai riflettori dei media. Apre tante vie tra cui la direttissima via del Concilio, lungo la parete rossa della Roda de Vael e la Via Italia 61 al Piz Ciavazes.

Riccardo eredita l’arte e ama accompagnare personalmente i suoi ospiti in montagna per offrire loro l’occasione di riscoprire l’antico spirito della montagna. La sua terra sono le Dolomiti di Fassa, uno degli ultimi paradisi alpini.

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